MATRIMONIO: è giusto solo rimandare?

Care Spose cari Sposi, se avete fissato la data del vostro matrimonio nel 2020, è inutile dirlo, siete molto molto preoccupati.

Gli esperti del settore, che comunque si dichiarano preoccupati ed incerti, consigliano di rimandare nei mesi autunnali i matrimoni primaverili 2020, mentre rinviare al 2021 i matrimoni di maggio e giugno 2020.

Per quanto riguarda i matrimoni programmati per la stagione estiva, nei mesi di luglio, agosto o settembre, per ora la maggioranza di essi rimane confermata. Difatti è impensabile che le restrizioni durino per sempre.

Adesso, chi si sarebbe dovuto sposare a marzo e ad aprile, ma anche chi dovrebbe celebrare le proprie nozze nel periodo compreso tra maggio e giugno, potrebbe aver bisogno di rivalutare la data della cerimonia posticipandola alla fine dell’anno, possibilmente tra settembre e dicembre quando la situazione dovrebbe tornare alla normalità.

Tuttavia non è detto che rimandando la data di un anno non si rischi di dover affrontare lo stesso problema la primareva prossima. Una cosa è certa quando potremo e quando riprenderemo le nostre vite da dove le abbiamo lasciate ci ricorderemo dell’importanza della salute, del tempo e del valore degli impegni che celebriamo. Cosi, anche un “semplice” matrimonio assumerà un altro valore e non solo il matrimonio ma un qualsiasi altro evento si trasformerà in un’esigenza di creare momenti in cui vivere al meglio le nostre giornate e condividerle con chi ci sta intorno.

Tutti noi del settore siamo stati i primi a fermarci e saremo purtroppo anche gli ultimi a ripartire. Tra noi tutti c’é tanta preoccupazione e incertezza nel futuro. Ma tutti noi siamo consapevoli del fatto che questa emergenza finirà.

Per quanto riguarda le coppie di sposi, i consigli che possiamo dare sono diversi, anche se il primo in assoluto, è quello di mantenere la calma e un atteggiamento positivo. Il matrimonio non è affatto perduto, semplicemente rinviato. Del resto verranno riorganizzate anche le Olimpiadi, sarebbe assurdo non riuscire a farlo con le proprie nozze.

Più che sulla data da posticipare, bisognerebbe rimodulare e ripensare a molti particolari del tipo, il numero degli invitati, l’intrattenimento musicale, che non sia solo djset ma che includa più di una quota live/artistico/musicale (assembramenti cosi numerosi potrebbero non essere ancora consentiti), quindi musica più sobria senza un ossessivo coinvolgimento nella fase di animazione, location spaziose e accessoriate, tavoli più spaziosi ma con meno coperti, foto non impostate, ecc ecc.

Per questo è importante iniziare a contattare i vari fornitori e il proprio wedding planner ed iniziare a confrontarsi con loro sul come e quando riorganizzare tutti i momenti e le fasi delle nozze, senza escludere ed avere paura di scegliere un giorno infrasettimanale, e non il prediletto week end, o ancora i mesi più freddi come novembre e dicembre.

 Per far fronte alla situazione d’emergenza, il tentativo degli esperti di settore è quello di riprogrammare gli eventi entro l’anno anche per evitare gravi ripercussioni a livello occupazionale.

Ma la scelta spetta sempre e solo agli sposi.

Per tutte le vostre perplessità abbiamo sia questo blog, sia la nostra pagina facebook Situazioni d’Emergenza. Se vorrete interagire con noi saremo lieti di ascortare le vostre esperienze.

VideoPromo in Playback

libe_big2Sul fatto che il playback sia una delle piaghe della musica moderna, siamo tutti d’accordo. Artisti di enorme talento sono costretti a mimare le loro stesse performance, per motivi legati alla messa in onda televisiva, a discordanze tecniche e tempistiche estremamente frettolose.

Un artista, dopo aver imparato a cantare e/o a suonare, dopo aver messo enorme energia nell’apprendere come utilizzare al meglio uno strumento, e dopo aver composto con fatica e dedizione la sua opera musicale… deve fare questo.

Parliamo però dei VideoClip Matrimoniali che circolano in rete.

Molti sono i video che circolano sul web, sui portali di agenzie di spettacoli, su siti per organizzazione di eventi. E’ acclarato che sul palco “ciò che sembra è”, ma molte volte, il playback, usato anche nei provini e nei video promozionali, danneggia la scelta o addirittura compromette la buona riuscita dell’evento stesso.

Nel nostro settore, musica per matrimoni, spesso si ascoltano dei video promozionali che vengono visionati dagli sposi, che non hanno niente di live. Sono solo esecuzioni registrate e manipolate, magari fatte anche dagli stessi componenti del gruppo che però NON SUONANO in quel momento, ingannando così l’ascoltatore che valuta ciò che sente e non ciò che sentirà durante il suo matrimonio.

Molto spesso si dimentica che gli ospiti di un matrimonio che si ritrovano come accompagnamento dell’evento la musica live, a parte l’animazione con djset o mp3, vogliono sentire la vera emozione di chi canta, e, personalmente, sono sicuro che riconoscendo che è un live, sorridono agli errori che potrebbe fare la band o ai colpi di tosse che può avere il cantante.

Tutto ciò lo si fa per vendere a chi non ha possibilità di valutare dal vivo una band, a chi si deve affidare esclusivamente ad un video. Si è vero il video deve essere professionale il più possibile, ma a tutto c’è un limite.

Non credo che i fotografi sostituisco le voci degli sposi con la voce di doppiatori che possiedono la dizione corretta delle parole che si pronunciano durante il rito religioso o civile.

Dopo 30 anni di esperienza, non posso andare a prendere in giro la gente. I nostri video li facciamo durante i matrimoni, tra un cameriere ed un ospite che passa davanti alla telecamera o il telefonino; a noi piace cosi. E’ solo in questo modo che il risultato, molto spesso, è superiore alle aspettative.

A noi piace curare l’audio in sala, usiamo strumentazione digitale adeguata che ci permette di far ascoltare la musica al giusto volume, senza trucchi e senza inganni.

L’altro giorno ho sentito una coppia di sposi indecisa sulla scelta. Lo sposo mi ha detto molto onestamente che stavano valutando oltre a noi anche un altro gruppo del quale mi ha detto il nome.

Sono andato a guardare i video su Facebook ed ho notato la perfezione dell’esecuzione, senza nessuna sbavatura, senza nessun errore. All’inizio, pur essendo musicista, non avevo notato, però, che gli strumenti che suonavano non erano manco collegati; non un jack, non un cavo, niente. Non era collegato niente. Ma il cantante cantava, e cantava davvero bene!

Mi sto ancora chiedendo chi sceglierà lo sposo. Mi richiamerà!

La gente vuole sentire le cose che gli piacciono. Questo noi lo sappiamo fare solo dal vivo. Aprire la bocca senza emettere nessun suono, no… questo lo lasciamo fare agli altri.

Se avete scelto questo tipo di valutazione, sperate che oltre ad essere bravi attori siano anche bravi musicisti.

                                                                                                               Gianfranco Ricciotti

Un Consiglio…la Musica

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Dalla cerimonia all’ultimo ballo della festa, la musica per matrimonio rappresenta una parte fondamentale delle nozze. Le composizioni e le canzoni giuste, al momento giusto, possono davvero cambiare il corso del vostro giorno più importante.

La musica può farci ridere, può farci commuovere e scatenare: ecco perché non va sottovalutata.

Il primo consiglio che vi diamo è PARTIRE IN ANTICIPO.

Così come per qualsiasi altro aspetto, anche per la scelta della musica per matrimonio ci si deve muovere per tempo. Innanzitutto è importante capire cosa volete: vi sembrerà banale, ma capita spesso che le coppie abbiano gusti ed esigenze diverse, anche per quanto riguarda le preferenze musicali.

Mentre per la cerimonia dovrebbe essere meno complicato trovare dei musicisti classici, se per la festa avete intenzione di chiamare una band, ricordatevi che quelli più richiesti vengono prenotati anche con molti mesi di anticipo. In linea di massima, quindi, dovreste muovervi circa sei mesi prima delle nozze.

Se non avete le idee chiare, chiedete consiglio a qualche coppia di amici che si è appena sposata oppure cercate di ricordare il nome del gruppo che tanto vi ha entusiasmato durante il matrimonio della vostra migliore amica.

Il consiglio è di non affidarvi esclusivamente alle opzioni messe a disposizione da quasi ogni ristorante/location/catering: nella maggior parte dei casi sarà una scelta standard che soddisferebbe solo loro.

Soprattutto per quanto riguarda la cerimonia, potrebbe essere conveniente visitare direttamente i portali dedicati come matrimonio.com oppure pagina facebook o instagram.

Evitate di chiedere a scuole di musica oppure a giovani studenti di strumento. In questo modo la coppia potrà anche risparmiare, ma i musicisti non avranno abbastanza esperienza nel campo dei matrimoni.

La musica per matrimonio potrebbe arrivare a portare via una buona fetta del vostro budget, se non valutata con attenzione. Ad esempio, mediamente un dj potrebbe chiedere dai 500 euro fino ai 700 euro, per uno spettacolo di 4 ore circa, mentre per le band che suonano dal vivo il prezzo potrebbe addirittura lievitare. Se volete puntare sul risparmio e fare una vostra playlist da suonare nei momenti più importanti, ricordatevi però che non è così semplice: è necessario considerare anche tutti gli strumenti necessari.

Sia per i suonatori/cantanti scelti per il rito che per gli artisti richiesti per la cerimonia, è importante identificare lo spazio in cui inserire la postazione per chi offre l’intrattenimento musicale. Se un dj potrebbe aver bisogno “solo” di un tavolo su cui sistemare il computer e le sue strumentazioni, una band necessita sicuramente di un palco o di uno spazio più grande. Consultatevi per tempo con i responsabili della location per gestire la situazione.

Una delle cose spesso sottovalutate dagli sposi nell’organizzazione delle nozze sono i diritti SIAE. La Società Italiana degli Autori ed Editori, meglio conosciuta come SIAE, si occupa della tutela del diritto d’autore e richiede il pagamento di una determinata somma nel caso della riproduzione della sua opera, in questo caso ogni canzone.

Se durante il matrimonio gli sposi scelgono una playlist, sono proprio loro, in quanto organizzatori dell’evento, a dover pagare i diritti d’autore, a meno che il luogo dove si celebri il ricevimento di nozze non sia convenzionato con la SIAE. In questo caso i costi SIAE sono già inclusi nel prezzo, come accade anche quando ci si rivolge a dj, cantanti o gruppi.

Una cosa importante da ricordare è che gli unici a decidere e ad avere l’ultima parola sarete voi… Sposi.

Durante le trattative con il gruppo o con il Dj, alzatevi dal tavolo con le stesse intenzioni con le quali vi siete seduti. Cercate di non far contaminare in nessun modo i vostri gusti da chi non riuscendo a soddisfare le vostre richieste vi proporrà alternative a lui più conode.

Il lavoro di musicista e di Front-Man è ben pagato e chi si accinge a fare questo genere di lavoro va sì rispettato ma deve essere in grado di gestire e soddisfare le richieste degli sposi anche dicendo “no… questo che mi chiedi non riesco a farlo”.

Meditate.

La Siae quando Si e quando No

Un matrimonio, un battesimo, un compleanno. Ma anche la festa di carnevale, di Capodanno. Ogni occasione è buona per chiamare un musicista o un dj per animare la serata con un po’ di musica dal vivo. Si canta e si balla. E si paga. Si paga la Siae, la società che tutela i diritti degli autori e degli editori. Vuoi che i tuoi ospiti si divertano ballando le hit del momento o musica anni 70 80 90? Agli autori, che han fatto la fatica di avere l’idea e farla diventare musica coinvolgente, qualcosa dovrà pur arrivare. Vuoi organizzare un matrimonio all’insegna del karaoke? Idem come sopra: l’esecuzione pubblica di un’opera scritta da altri richiede il pagamento del diritto di autore (in alcuni casi, parlare di «opera» è relativo, ma questa è un’altra storia).

Tuttavia, in alcuni casi si può non pagare la Siae e risparmiare un bel po’ di soldi. Vediamo quando si paga, quando non si paga e quanto costa la Siae per una festa privata.

Chi paga la Siae

Cominciamo a chiarire uno degli equivoci più comuni. La Siae non la paga il musicista o il dj che viene ad animare la vostra festa ma la paga chi organizza l’evento. A quest’ultimo spetta rivolgersi all’ufficio Siae di competenza territoriale, chiedere e pagare (in anticipo) il permesso per avere la musica (dal vivo o registrata). Al musicista, o al dj, spetta soltanto compilare il borderò, cioè il modulo che gli verrà consegnato dal titolare del permesso e sul quale c’è l’obbligo di riportare:

 

  • il nome e l’indirizzo del locale in cui si svolge la festa;
  • le generalità del titolare del permesso ed il numero dell’autorizzazione rilasciata dalla Siae;
  • le generalità (compresi codice fiscale e numero di iscrizione all’Enpals) del musicista/dj;
  • la sequenza cronologica dei brani eseguiti e l’autore della musica dei singoli brani;
  • la firma del titolare dell’esecuzione (cioè del musicista o del dj).

Il borderò dovrà essere consegnato dal titolare del permesso (quindi da chi organizza la festa o da chi ha chiesto l’autorizzazione per avere la musica, non dal musicista o dal dj) entro due/tre giorni all’ufficio territoriale della Siae, cioè presso lo stesso ufficio (oppure online) che gli ha rilasciato il permesso.

Come appena accennato, chi si esibisce è obbligato ad avere l’agibilità dell’Enpals, cioè dell’Ente previdenziale dei lavoratori dello spettacolo, oggi assorbito dall’Inps. Giusto per fare le cose in regola. Se il musicista o dj non avesse quest’agibilità, sarebbe lui a pagarne le conseguenze, non chi organizza la serata. Certo, meglio accertarsene prima: se il proprietario del ristorante in cui fate il matrimonio o il battesimo volesse verificare se l’artista è in regola e scoprisse che lui non ha l’agibilità Enpals, potrebbe anche mandarlo a casa e voi restereste senza musica. D’altra parte, il titolare del locale rischierebbe una multa in caso di controlli.

Quando si paga la Siae

La Siae si paga ogni qualvolta si organizza un evento o una festa privata a cui partecipano delle persone, anche se ad ingresso gratuito. Quello che alla società di autori interessa è l’esecuzione pubblica della musica di proprietà altrui, indipendentemente dal fatto che si tratti di una festa in un ristorante, in un piano bar o in discoteca.

Per «festa privata» la Siae intende «i festeggiamenti a carattere privato (matrimoni, battesimi, cresime, compleanni, feste di laurea e analoghi festeggiamenti) in luoghi diversi dalla propria abitazione offerti da privati e riservati ai propri invitati, nel corso dei quali avvengono esecuzioni di brani musicali appartenenti al repertorio Siae – Divisione Musica». Da questa definizione, tratta dal regolamento della Società, si deducono un paio di cose fondamentali:

  • la prima: se fate una festa a casa vostra non dovete pagare la Siae, visto che non si tratta di un luogo pubblico ma di un’abitazione privata;
  • la seconda: dovete pagare la Siae soltanto se durante la festa vengono eseguiti dei brani «appartenenti al repertorio Siae». Ci sono, infatti, degli artisti che non registrano le proprie canzoni nel repertorio della Siae ma in altri archivi. Pertanto, su quei brani, la Siae nulla può pretendere.

Che succede, invece, se la musica scelta per la festa privata è registrata e non eseguita dal vivo? Cioè, se anziché un cantante si chiama un dj? Succede che, oltre a pagare il permesso Siae, è necessario pagare anche i diritti connessi al produttore del supporto fonografico e agli interpreti dei brani. Ad esempio: se il mio dj non canta ma riproduce il cd di Gabbani con «Occidentali’s karma», sul borderò lui dovrà segnare che il brano è stato riprodotto da un cd e non dal vivo. E io, titolare del permesso, dovrò pagare, oltre al diritto d’autore di chi ha scritto il brano, anche il produttore che ha fatto il cd, cioè il supporto fonografico. Questo vuol dire che conviene trovare una band che suoni dal vivo anzichè un Dj che schiaccia Play…  noi pagheremmo ogni suo click.

Quando non si paga la Siae

Il modo più semplice (e più diffuso) per non pagare la SIAE per una festa privata o in un esercizio pubblico è quello di ricorrere alle piattaforme con licenza Creative Commons (note come licenze CC). Si tratta di un’organizzazione americana senza scopo di lucro che ha ampliato l’elenco delle opere condivisibili e utilizzabili in pubblico, in maniera legale, e non soggette al pagamento della SIAE.

Queste licenze si riservano soltanto alcuni diritti di utilizzo, modificando la rigida regola del copyright in cui “tutti i diritti sono riservati”. Dopo avere ben chiaro quali sono quei diritti, è possibile diffondere musica in un locale o suonare in pubblico solo i brani distribuiti da questo tipo di licenze. Quindi, come detto prima, non quelli protetti dalla Siae.

Un esempio pratico di piattaforma sotto licenza CC è Jamendo che, attraverso JamendoPRO ha lanciato più di 180.000 brani fuori catalogo SIAE disponibili per la loro diffusione in qualsiasi tipo di esercizio o di spazio pubblico. Tutti accessibili direttamente on line. Si può, dunque, scaricare musica gratis, senza limiti e in modo legale. Gli artisti ricevono, comunque, un compenso e, soprattutto, trovano un nuovo canale per far conoscere la loro musica. Un certificato di conformità giuridica giustificherà l’esenzione Siae in caso di controlli. a piattaforma fornisce, inoltre, il permesso di utilizzare i brani per altri scopi: pubblicità, videogiochi, documentari, filmati professionali.

C’è un altro caso in cui è possibile non pagare la SIAE ed è quello che riguarda le esibizioni in cui vengono proposti brani di autori deceduti da più di 70 anni. Questi brani vengono considerati di pubblico dominio e, pertanto, liberi da diritti. Il concerto verrà un po’ retrò, ma 70 anni fa si faceva della bella musica, comunque…

Quanto si paga di Siae

Le tariffe Siae per una festa privata variano a seconda del tipo di evento e dal numero degli invitati. Le cifre ufficiali sono:

  • Per un compleanno: 79 euro (non c’è un tetto sul numero degli ospiti). Ma per avere questa tariffa ridotta, ci sono due requisiti: che il compleanno sia del titolare del permesso o di un suo figlio minorenne. E che l’evento avvenga nei 15 giorni precedenti o successivi alla data di nascita del festeggiato.
  • Per un matrimonio: 199 euro fino a 200 invitati e 299 euro oltre i 200 invitati.
  • Per altri tipi di festeggiamenti: 99 euro fino a 200 invitati e 149 euro oltre i 200 invitati.

A queste cifre, ovviamente, va aggiunto il compenso dell’artista. Come detto, deve essere iscritto all’Ente previdenziale dei lavoratori dello spettacolo (l’Enpals, oggi assorbito dall’Inps) pena sanzioni. Chi sale sul palco non fa molte differenze tra una festa e l’altra: la giornata, ormai, ce l’ha impegnata. Si parte, comunque, da un minimo di 500/600 euro per un solista generoso con tutte le carte in regola (cioè che non lavori in nero), ad un massimo di 1.700 euro per una band fino a 6 – 7 elementi.

Se, invece, la musica è registrata, come anticipato, il costo aumenta: oltre al diritto di autore, è necessario pagare i diritti connessi spettanti ai produttori dei supporti fonografici e agli artisti interpreti o esecutori dei brani.

Tradotto in soldi: oltre alle tariffe già viste, il titolare del permesso, se non si affida ad una band live,  dovrà pagare anche per la musica registrata:

  • Per un compleanno: 24 euro (non c’è un tetto sul numero degli ospiti). Valgono gli stessi requisiti visti in precedenza: che il compleanno sia del titolare del permesso o di un suo figlio minorenne e che l’evento avvenga nei 15 giorni precedenti o successivi alla data di nascita del festeggiato. Più 79 euro di diritti di autore, totale: 103 euro.
  • Per un matrimonio: 79 euro fino a 200 invitati (totale 278 euro) e 199 euro oltre i 200 invitati (totale 498 euro).
  • Per altri tipi di festeggiamenti: 34 euro fino a 200 invitati (totale 133 euro) e 54 euro oltre i 200 invitati (totale 203 euro).

Più il compenso del deejay. Non meno di 400/500 euro se non arriva con le luci, gli effetti speciali e la scimmia di Gabbani.

Come avere il permesso Siae

Il permesso Siae per una festa privata deve essere richiesto dall’organizzatore dell’evento (insistiamo: non dal musicista o dal dj). Se il ristorante o il locale ospitante non espleta questa pratica (alcuni lo fanno), bisogna recarsi presso la sede territoriale Siae di competenza rispetto al luogo in cui si svolgerà la festa con un documento di identità. Tuttavia noi consigliamo che il tutto avvenga online al sito siae.it per ovvi motivi che non stiamo qui a scrivere.

Ci sono tre tipi di borderò, scaricabili anche on line:

  • uno di colore rosso (modello 107/OR) per gli eventi con musica dal vivo;
  • uno di colore verde (modello 107/SM)per gli eventi con musica non dal vivo (cd, dvd, mp3 ecc.);
  • uno di colore blu (modello 107/C) per concerti di musica classica, jazz, danza o musica di spettacoli teatrali.

Sperando vi abbiamo dato utili informazioni vi invitiamo a visitare le nostre pagine.

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Quando gli Ospiti diventano Ostaggi

Buongiorno carissime e carissimi lettori,

Oggi voglio sfogarmi con voi, su alcune scene da matrimonio, viste e purtroppo vissute da ospite. Questo sfogo lo faccio qui, con voi, perchè sò che se non foste voi a leggere il nostro blog, mi rivolgerei alle stesse persone a cui piacciono determinati comportamenti che a breve vi svelerò.

Ebbene si. Oggi parliamo brevemente del, non so come descriverlo, dj, cabarettista, intrattenitore, sceneggiatore? Insomma, parliamo di una figura che generalmente si trova dietro qualche consolle, dietro qualche pianoforte finto, dietro gli sposi, in scena perenne, tra i tavoli, seduto sulle gambe di vostra moglie o di vostro marito.

Questi li chiamo… cabarettisti smascherati… perchè si fanno notare nei matrimoni ed in altri eventi sin dai primi minuti.

I loro modi di fare sono da subito esuberanti, agghiaccianti, devastanti per l’evento che gli invitati magari si aspettavano. I cabarettisti smascherati iniziano con l’ingresso degli sposi dando l’idea che dalla porta principale stiano entrando non gli sposi ma gli ultimi esclusi dell’isola dei famosi… musica a palla… gente in piedi… sedie che strisciano… ancora musica a palla… voce radiofonica che spacca i timpani… insomma… di sicuro ho reso l’idea.

Il loro personaggio è di difficile interpretazione e di improbabile imitazione, difatti, pochi riuscirebbero a fare peggio pur, a volte, volendo raccontare ciò a cui si è assistito durante la festa.

Vabè comunque…. il pranzo inizia, la musica invasiva aumenta… ma… tutto ad un tratto, cosa succede?… c’è qualcuno che cerca di parlare con l’amico seduto di fianco, c’è qualcuno che tra una portata ed un’altra racconta, a tavola, una bella storia ai commensali…. e no… ecco che di colpo arriva Lui…. il cabarettista smascherato che…. Zaamm… afferra con forza il braccio dell’ospite, ignaro di tutto, lo interrompe dal suo discorsetto con gli amici e lo scaraventa, insieme ad altri due o tre sfortunati, al centro della sala. Il poveretto ancora è ignaro di tutto ciò che gli sta per accadere, non importa, si ritrova in meno di due secondi con un sigaro finto in bocca un cappello luccicante e una sedia dietro.

Inizia a fare un gioco che non avrebbe mai fatto in un matrimonio, in un ricevimento, anche perchè magari è una persona a cui piace la compostezza, l’eleganza e la riservatezza. Come dice Laura Pausini: …E invece no!! E’ costretto a sentirsi ostaggio per un quarto d’ora, facendo la parte del deficente, magari manco conosce tutti in quel matrimonio, ma, oramai è li… e deve solo sperare che tutto finisca presto. Ed infatti dopo un applauso deludente e sghignazzamenti da bar, torna al posto, e magari gli ospiti seduti con lui, non hanno più parole per lui.

Io spero che abbiate presente quello che sto raccontando. Questo come tanti altri eventi li descriverò in seguito con molta più cura nei particolari.

Ci sono tanti altri momenti in cui è facile notare i cabarettisti smascherati… vorrei continuare a raccontarvi altre chicche, ma lo farò in un altro articolo, difatti, sono tante le scene che ho in mente, indelebili.

Tra l’altro vorrei che foste anche voi a scriverle in questo articolo, se ne avete da raccontare… lo so che a voi non piacciono, ma a volte è anche importante sapere, conoscere, per non dimenticare ciò che in altri matrimoni accade.

Il problema ragazzi è che… questo tipo di matrimoni sono non il doppio, non il triplo, ma il quadruplo dei matrimoni belli… quelli che piacciono a noi. Purtroppo è così, le nostre agende non sono piene come le agende dei cabarettisti smascherati.

Però… che ce ne importa? Siamo felici di offrire le cose belle.

Ragazzi e ragazze, a presto.

Boom di Matrimoni. Ehm… ma i divorzi?

Istat: è boom di matrimoni, ma aumentano anche separazioni e divorzi

Riprendiamo un articolo di Repubblica.

In Italia cresce il numero dei matrimoni, ma aumentano anche i divorzi grazie agli effetti delle recenti variazioni normative.

In particolare, la formula del “divorzio breve” ha fatto registrare nel 2015 un consistente aumento del numero di divorzi, che ammontano a 82.469 (+57% sul 2014). Più contenuto è l’aumento delle separazioni, pari a 91.706 (+2,7% rispetto al 2014).

Lo afferma il rapporto Istat 2015 su matrimoni, separazioni e divorzi. A seguito dell’introduzione della normativa sugli accordi extragiudiziali in tema di separazione e divorzio, sono stati definiti presso gli Uffici di stato civile 27.040 divorzi (pari al 32,8% dei divorzi del 2015) e 17.668 separazioni (19,3% delle separazioni). La durata media del matrimonio al momento della separazione è di circa 17 anni.

Negli ultimi vent’anni è raddoppiata la quota delle separazioni dei matrimoni di lunga durata, passando dall’11,3% del 1995 al 23,5%. All’atto della separazione i mariti hanno mediamente 48 anni e le mogli 45 anni. La classe più numerosa è quella tra 40 e 44 anni per le mogli (18.631 separazioni, il 20,3% del totale), tra 45 e 49 anni per i mariti (18.055, il 19,7%).

Secondo l’Istat, la propensione a separarsi è più bassa e stabile nel tempo nei matrimoni celebrati con il rito religioso. A distanza di 10 anni dalle nozze i matrimoni sopravviventi sono praticamente gli stessi per le coorti di matrimonio del 1995 e del 2005 (rispettivamente 911 e 914 su 1.000). I matrimoni civili sopravviventi scendono a 861 per la coorte del 1995 e a 841 per quella del 2005.

Nel 2015 le separazioni con figli in affido condiviso sono circa l’89% di tutte le separazioni con affido. Solo l’8,9% dei figli è affidato esclusivamente alla madre. E’ questo l’unico risultato evidente dell’applicazione della Legge 54/2006 sull’affido condiviso.

Quanto ai dati relativi ai matrimoni, invece, nel 2015, nel nostro Paese, sono stati celebrati 194.377 matrimoni, circa 4.600 in più rispetto all’anno precedente. Si tratta dell’aumento annuo più consistente dal 2008. Nel periodo 2008-2014, i matrimoni sono diminuiti in media al ritmo di quasi 10.000 all’anno.

Sempre secondo l’istituto di statistica, la lieve ripresa dei matrimoni riguarda, in parte, le prime nozze tra sposi di cittadinanza italiana: 144.819 celebrazioni nel 2015 (circa 2.000 in più del 2014), mentre dal 2008 al 2014 erano diminuite di oltre 40.000 (il 76% del calo complessivo delle nozze).

Aumenta anche la propensione alle prime nozze: 429 per 1.000 uomini e 474 per 1.000 donne. I valori sono comunque inferiori del 20% rispetto al 2008. Gli sposi celibi hanno in media 35 anni e le spose nubili 32 (entrambi quasi due anni in più rispetto al 2008).

 

Critiche da Matrimonio…

Buongiorno cari lettori.

I protagonisti di questo articolo? In questo caso, lo sposo e la sposa.

Forse di tutte le discussioni giornaliere o del lunedi, a parte gli eventi ed i risultati calcistici, il matrimonio della mia amica è l’argomento che occupa i primi posti nella lista degli eventi più criticati.

Sì, per quanto nessuno ne parli così francamente, i commenti post matrimonio sono un classico. Che, poi, più è numeroso più numerose sono le critiche e le alternative mentali della serie … se avessero fatto… se avessero detto… io non l’avrei mai fatto… io non lo avrei mai permesso.

Noi di situazioni d’emergenza ne vediamo davvero tante, e vi diciamo che, la maggior parte delle volte, si critica per noia, per prassi o anche per gelosia. Naturalmente questo avviene sin dal principio, dai primi momenti.

Io, personalmente, sono abituato, mentre facciamo musica di intrattenimento, a leggere il labbiale degli ospiti, degli sposi, dei camerieri; è una cosa che faccio per capire il matrimonio, gli ospiti cosa apprezzano di più e cosa meno. Ma… ahimè… in tutti questi messaggi, puntualmente, seguo intere arringhe, interi monologhi di invitati nei riguardi degli sposi o dell’organizzazione davvero devastanti.

Adesso vi darò un saggio di ciò che interpretiamo spesso:

Iniziamo con Lei, la Sposa,  è la protagonista indiscussa della festa, non ce ne voglia lo sposo. I commenti sull’abito bianco???? Mamma mia… fioccano e sono soprattutto le donne a notarne i minimi particolari: …le sta bene ma pensavo avrebbe scelto un altro genere di abito… al suo posto, avrei scelto un abito diverso… l’abito sirena? io lo avrei evitato!… troppi pizzi per i miei gusti… non le stava molto bene… che abito eccentrico… quanto è scollato?… la schiena è troppo scoperta. Insomma, alla faccia dell’amicizia, questa è solo una piccola carrellata di annotazioni da parte della critica.

Lo sposo, meno bersagliato, quando decide di sembrare più normale possibile, ma se indossa un abito già diverso dal nero o dal blu scuro… apriti cielo.

Purtroppo in un giorno come il matrimonio i riflettori sono puntati sempre e per la maggior parte su di loro. E non sfugge nulla. Del resto vi sarà capitato, almeno una volta, di fare le croniste matrimoniali (gli invitati fanno anche questo). E, allora, dente per dente: la legge del taglione è troppo netta ma il concetto alla base è quello.

Vogliamo parlare del trucco, quando è esagerato: i commenti… sembra Moira Orfei… sembra Lady Gaga… ecc.

Vogliamo parlare del trucco appena appena: sembra la Ciociara… sembra una ragazzina.

Per l’acconciatura ho sentito paragoni su Regine della Francia di Luigi XIV. Per quanto riguarda lo sposo, molti commenti sono improntati sul pizzetto e indovinate un po… sulle sopracciglia troppo scolpite.

Altre critiche? Ok. Le lunghe attese.

Gli sposi, quando si fanno attendere troppo, si espongono immediatamente alla critica. Le foto interminabili in riva al mare o nei posti del cuore sì, ma oltre al romanticismo c’è chi si trova già al ristorante e attende… Anche qui  il commento negativo è in agguato, specialmente quando si fa tardi e la fame e la sete iniziano a farsi sentire, influendo sul nervosismo!

Poi c’è il pranzo…  stare seduti molto a lungo è noioso? beh… ditelo anche voi…io penso di si. Chi abbia concepito simpatici inframezzi musicali proposti da matrimonio.com tra un piatto e il successivo (se i tempi sono lunghi) sarà salvo. Forse. E gia… forse, perchè se ci si sceglie un intrattenimento fatto solo di jazz per tutta la durata del pranzo o della cena… le critiche faranno da sottofondo alla musica.

Non so se siano criticati più i matrimoni invernali o quelli con caldo tropicale, certo d’estate si osa di più, ci si espone molto nell’organizzare eventi tutti all’aperto. Sappiamo a volte come va a finire!

Per quanto riguarda il Menù. Ricordate, nessuno avrà pieta di voi. Nessuno.  Come del resto la Musica. L’intrattenimento e l’animazione seguono un po’ i gusti della coppia, e non è detto che questi siano gli stessi della maggior parte degli invitati. Troppo classica o troppo dance, questo è un altro punto di critica certa.

La Torta? Quanti Kilometri si percorrono per fare il taglio torta? E poi? Dove si va… di qui? No di qua. A volte ci si infiltra in altre cerimonie che si celebrano nella stessa struttura a causa di questi spostamenti. E vai con le critiche.

Vogliamo parlare della Bomboniera?

L’oliera no, il cucchiaio e uno è troppo poco, la bottiglia… e io non manco bevo, prodotto tipico… ma siamo matti, insomma…. si sbaglia sempre.

Alla fine vi dico solo una cosa, il matrimonio perfetto non c’è, non esiste. Chi organizza un matrimonio spera che tutto vada liscio… beh… fidatevi… comunque alla fine si passa una giornata diversa e tante cose si sistemano.

Non affannatevi, non preoccupatevi delle critiche, le facciamo e le fanno tutti.

Alla fine, gli amici veri si avvicineranno e si complimenteranno per la bella giornata che evete voluto trascorrere in loro compagnia. Il resto è Gossip.

Il Primo Ballo. Al vostro matrimonio cosa avete scelto?

Buongiorno Cari lettori.

Oggi vi faremo partecipare al nostro blog. Il messaggio è rivolto ai nuovi sposi ed alle coppie gia sposate. Di sicuro vi ricorderete almeno la metà delle cose che accadono durante un matrimonio; una tra tante è il momento in cui gli sposi raggiungono il centro della sala e, in tutto il loro splendore, iniziano a ballare il loro primo ballo.

Forse i futuri sposi avranno le idee molto più chiare (sopratutto la sposa). Ma il vostro Primo Ballo, si, quello che si fa per aprire le danze, quello che sta diventando sempre più la prova evidente che il matrimonio si è “consumato” almeno in sala… vi ricordate qual’è stato o quale sarà?

 

Matrimonio: Attenti alla Musica. Le Sale Ricevimenti consigliano o pilotano la scelta???

Buongiorno, ben trovati.

Iniziamo questo 2018 augurando, a tutti i nostri lettori, un anno pieno di salute, soddisfazioni, successo e, per la maggior parte di coloro i quali si sposeranno, tanta fortuna e felicità.

E così, proprio a Voi sposi cercherò di dare alcuni consigli sulla scelta della Musica da Matrimonio. Si, a voi che, da poco, avete deciso di sposarvi e quindi di immergervi nell’organizzazione di questo evento cosi  importante.

Mi rivolgo a voi che, pochi lo considerano, vi trovate per la prima volta ad acquistare servizi e prodotti mai acquistati in vita vostra, a voi che vi trovate a dover scegliere una cosa tra tante, a voi che, pur avendo chiaro ciò che vorreste, non avete dei veri punti di riferimento e quest’ultima cosa molti la capiscono e vi  confondono facendovi deragliare, anche dopo solo una seduta,  da quella che era la strada giusta per voi.

Oggi vi metterò in guardia, con questo breve intervento, sull’operato scellerato di molte sale ricevimenti che operano sul territorio italiano e sopratutto in Puglia. Personalmente, dopo tanti anni passati nel campo dell’intrattenimento musicale da matrimonio, dal comportamento scellerato di alcuni direttori di sala, ho potuto, a mie spese, assaporare il basso profilo sia professionale sia mercenario che contraddistingue numerose sale ricevimenti nonchè numerosi direttori di sala.

Li chiamano i Direttori TuttoFare; loro sono ovunque. Loro, approfittando della Location che gestiscono, sicuramente bella ed elegante oppure comoda e conveniente, costringono gli sposi a fare scelte improbabili e per niente condivisibili con le loro scelte primordiali per quanto riguarda la Band musicale o il loro Dj preferito.

Cosi, i grandi Direttori, denigrando e sottovalutando le scelte degli sposi, si apprestano a piazzare i loro pacchetti (la maggior parte delle volte poco convenienti) di formazioni musicali che ruotano intorno a loro, intorno alla loro organizzazione, standardizzando i matrimoni tutti nello stesso modo senza originalità ed inventiva.

Molti, addirittura, percepiscono delle laute percentuali dai gruppi musicali che vengono proposti agli sposi (avete presente gli scambi di defunti nelle agenzie di pompe funebri???…. si cosi!).

Alla fine si interessano di tutta l’animazione, diventano musicisti anche loro, sanno cosa fare e cosa non fare, scelgono la scaletta, i componenti, i momenti, dimenticandosi degli sposi, dei loro gusti, dimenticandosi che dovrebbero ascoltare sopratutto la sposa, dovrebbero imparare ad ascoltarli, si, a capire che dovrebbero stupire loro e tutti gli ospiti con il loro Menù, con le capacità del loro Chef, con le novità che la loro cucina offre, con ciò che la loro struttura è deputata a fare, cioè servire del buon cibo.

La verità è che, molte volte, Castelli, Tenute, Vigne e altre strutture, dispongono solo di una bellezza esteriore che nella maggior parte dei casi si perde, svanisce, dopo due ore col sopraggiungere di lamentele per i piatti caldi, per l’aria condizionata, per le attese, a causa dell’incapacità di personale poco qualificato che, non riuscendo a brillare di luce propria, si interessa, con poca professionalità, di scelte che dovrebbero interessare solo gli sposi. Vedi la Musica.

Un consiglio spassionato per i futuri sposi: rivolgetevi ai portali dedicati ai matrimoni in primis matrimonio.com. Non fidatevi di ciò che vi consiglia altra gente, girate per la rete, guardate centinaia di video, chiamate i musicisti per telefono, siate sicuri di ogni vostra scelta, sforzatevi di ascoltare le band, i loro concerti e rivedeteli nei video; i musicisti saranno sempre gli stessi, non più insipidi non più scotti di come li avrete ascoltati dal vivo… intimate al Direttore TuttoFare di fare lo stesso con il suo menù il giorno del vostro matrimonio. Che non sia proprio lui a Deludervi!

Matrimonio… non proprio cosi!

 

Quando una donna sogna il proprio matrimonio, si aspetta sempre di vivere il giorno più bello della sua vita, circondata dall’amore dei suoi cari, in una cornice da sogno, accanto a un Principe Azzurro da favola. E non importa quanto sia costoso tutto ciò, l’importante è ricordare il giorno del proprio matrimonio come il giorno più bello fino a quel momento.

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La realtà, tuttavia, a volte si scontra pericolosamente con le proprie aspettative. Spesso, anzi molto spesso, la colpa ricade sugli stessi Sposi che, dotati di cattivo gusto per tutte le loro scelte, riescono a cambiare gli eventi, gli umori, a far esclamare: «Ma cosa caspita…!».

Non siete daccordo?

Complici di queste brutte figure sono le varie usanze folkloristiche, giochi stupidi ed imbarazzanti, maghi e fachiri, animazione Kitsch, il momento Karaoke da paninoteca, eccesso di alcool, fotografi registi, filmini e videoclip selvaggi, e scelte opinabili per la scelta del momento delle foto esterne, ecc.

Nella nostra lunga esperienza da Musicisti per Matrimoni, ne abbiamo viste davvero tante. Tutto ciò che ci è passato davanti agli occhi ci ha sempre insegnato che è facile far saltare gli schemi di un matrimonio. Del resto, poi, gli sposi durante la giornata non hanno quasi mai il tempo per rendersene conto di tutto ciò che si sta consumando davanti ai loro occhi o, a volte senza averne cognizione, di ciò che è accaduto in loro assenza.

Naturalmente, in tutto questo, ci sono delle colpe che ricadono per il 50 e 50% sul gestore della sala e sul gruppo di animazione o sul Dj. (Questo però è un argomento che tratteremo in seguito).

E’ acclarato il fatto che, purtroppo, sono più numerosi i matrimoni sbagliati che quelli azzeccati. Nessuno lo dice ma è cosi; tanti operatori (fiorai, parrucchieri, sarti, fotografi, musicisti, pseudo-musicisti, dj, pseudo-dj, direttori di sala) pur di prendere lavoro, acconsentono spesso a soddisfare tutte le proposte indecenti degli sposi, accantonando la loro professionalità,  dando, alla fine, il peggio di se anche agli occhi degli altri ospiti.

Noi abbiamo scelto di suonare nei ricevimenti, quelli che piacciono prima di tutto a noi, si… quelli che sono sempre di meno, quelli in cui c’è un momento per tutti e per tutto. Abbiamo scelto di stare tra gli sposi ed i loro ospiti, vogliamo esaudire il più grande desiderio della Sposa, che non è solo quello di aver fatto tutto per bene, ma di ricevere complimenti da tutti gli ospiti, ed ascoltare frasi come questa: «…. abbiamo passato una giornata meravigliosa».